Ciao, mi chiamo Marcello, ho trent'anni e la mia vera passione è sempre stata quella di viaggiare alla scoperta di nuove civiltà che mi permettessero quindi di crescere spiritualmente. Il mio viaggio perfetto è zaino alle spalle senza altre persone che possano modificare i miei programmi. E così sono andato in Tailandia, Barbados, adeguandomi a quelle che erano le usanze e i ritmi di vita del posto che poi sinceramente non mi dispiacevano tanto.

 

Ma l'esperienza più forte è stata sicuramente quella fatta in questo splendido paese che è l'AUSTRALIA e spero che questo mio viaggio attraverso sia le città più turistiche (Sydney- Byron bay- Brisbane- Cains- Darwin- Perth- Adelaide- Alice Springs) che nelle zone più selvagge e desertiche possano anche minimamente farvi sognare.

 

IL VIAGGIO VERSO NORD

 

I primi due mesi del mio viaggio li ho trascorsi a vagabondare per Sydney alla ricerca di un pò di riposo. Comprata la mia prima macchina presso un meccanico conosciuto lì, ho cominciato a guidare in direzione nord percorrendo la pacific highway fino a Cains e attraversando zone dove non incontravo una macchina per ore fino ad arrivare in prossimità del centro abitato dove c'è un distributore e qualche casa sparsa, come in un film western.

Sono quasi 4000 km di strada dritta dove si attraversano paesaggi fenomenali e che impiegai circa un mese e mezzo a percorrere, considerando i necessari stop di svariati giorni per lavorare presso qualche campagna da coltivare.

DA MELBOURNE AD ADELAIDE (I 12 APOSTOLI)

 

Quando pensavo di aver visto la parte più bella dell'Australia eccomi di fronte i dodici apostoli. Si trovano nel sul dell'Australia, nella great ocean road che unisce Melbourn ad Adelaide. Qui la natura si è espressa veramente al massimo creando 12 faraglioni enormi che sono un distaccamento dalla costiera già alta del continente dove onde enormi si scagliono contro la roccia. Per arrivare fino qui intanto erano passati altri due mesi dall'arrivo a Cains e avevo cambiato quattro volte equipaggio nella macchina. Era indispensabile sia per dividere le spese di viaggio sia per darsi il cambio alla guida.

IL DESERTO E ULURU

Pensavo veramente che i miei occhi avessero visto tutto anche perché credevo di non farcela più ad andare avanti con quella macchina, ma mi sbagliavo da lì a due settimane mi trovavo nel cuore dell'Australia, dopo 3000 km di strada da Adelaide e dopo tante notti passate a dormire in macchina o nella tenda in compagnia di stelle che sembravano si potessero toccare.

 

Ma ne era valsa la pena fare tutto e anche di più per vedere la montagna sacra, è il più grande monolito del mondo, non capita tutti i giorni di vederlo. È stato emozionante arrivare fino lì, vedergli cambiare colore mano a mano che ti avvicinavi a lui, è energia pura che ti senti passare attraverso le vene. In questa zona hanno vissuto le più antiche tribù aborigene, e si possono vedere ancora oggi degli affreschi su roccia di civiltà di 40.000 anni.

DEVIAZIONE PER PERTH

 

Quando non c'è nessuno che può interferire nei piani di viaggio, c'è la natura, infatti subito sopra Uluru (la montagna sacra) ci siamo imbattuti in 3 giorni di tempeste, che hanno fermato il nostro cammino verso Darwin facendo diventare la strada un fiume in piena. Ma ciò rallentò solo di un mesetto il mio cammino nella zona del didjeridoo e cioè Darwin, giusto il tempo di percorrere 5.000 km fino a Perth buttare anche la seconda macchina perché arrivata in tutti i suoi componenti, fare un saluto ad un amico italiano che vive a Perth dopodiché presi il volo verso Darwin. Erano già diversi mesi che volevo arrivarci, perché sapevo che in qualche modo da lì la mia vita sarebbe cambiata.

DARWIN E GLI ABORIGENI

 

Atterrando a Darwin puoi respirare da subito un clima differente , infatti l'umidità e il caldo soffocante fanno sì che per le strade si notano solo gli aborigeni, gli unici in grado di resistere a questo clima.
Il primo contatto in questa città non è stato dei migliori perché comunque è sempre una città con palazzi e civiltà come il resto dell'Australia; cosi decisi di inoltrarmi nella foresta e con un bus arrivai fino a Katherine, 400 km da Darwin.
Durante il percorso ero sempre affacciato al finestrino e vedendo la foresta ai margini della strada cercavo di vedere se gli alberi erano bucati all'interno.
A Katherine ebbi la fortuna di conoscere subito Coco, è un signore indiano che da anni studia e lavora in associazione con gli aborigeni. Trascorsi due mesi e mezzo in questo paradiso di posto scordandomi di tutto quello che fino a quel momento era indispensabile. Ero arrivato all'apice del piacere, tutti i giorni venivano artisti a dipingere fare sculture didjeridoo, sono stato con loro per cinque giorni nel Kakadu National park a tagliare i tronchi di eucalipto per fare i didj.

 


Vivevo in un sogno, ho mangiato e dormito in terra con PADDY FORDMAN, LORNA FENCER, che ho saputo successivamente che sono esponenti artisti aborigeni tra i più conosciuti in Australia e non solo. Ho cucinato e ci siamo ubriacati insieme, la sera era sempre una festa, c'era chi suonava il didj chi cantava e ballava. Ho avuto maestri di didjeridoo che senza spiegarmi nulla, anche perchè non capivo il loro dialetto, solo guardandoli negli occhi e vederli suonare rendevano tutto più chiaro.
Arrivato il momento della mia partenza, era scaduto il permesso di soggiorno, sentivo in me che qualcosa stava cambiando e che dovevo trovare una scusa che mi potesse tenere unito a loro. Acquistai tanto materiale aborigeno, tappeti pitture su tela e su cartoncino, didjeridoo, ceste, lance e sculture. Feci una pazzia, ma dentro di me già sapevo cosa avrei dovuto fare.
E così da due anni importo arte australiana e cerco di vendere ogni pezzo con l'entusiasmo di sempre trasmettendo al cliente quelle vibrazioni positive che ancora oggi il solo pensiero a questo popolo mi provocano.

Il tempo passa, anzi corre frenetico qui in Italia, e di cose dal giorno in cui sono tornato ne ho fatte tante. Tra le più importanti:

· Ho partecipato a Mostre collettive e personali di arte aborigena, presso 3 gallerie di Roma
· Organizzato svariati eventi in molti locali della mia città (Latina) e non solo
· Partecipato a fiere campionarie più o meno importanti, tra cui la fiera dell’artigianato di Milano. (Sponsorizzato dal consolato Australiano)
· Organizzato un festival musicale chiamato aboriginaltrip, dove il didjeridù era lo strumento principale
· Ho suonato il didjeridù in festival musicali in Italia
· Ho organizzato seminari di didjeridù dalla Sicilia al veneto
· Suono il didjeridu in locali e discoteche
· Ho fondato l’associazione culturale chiamata didjitaly
· Sto realizzando il mio primo CD musicale come solista di didjeridu’
· Realizzo didjeridu’ in differenti materiali.Più andavo avanti, pero e più mi accorgevo che la passione per lo strumento, e per la musica cresceva , trascurando invece la via dell’artigianato aborigeno.
Questo per me è stato un passaggio fondamentale, perché mi ha chiarito finalmente le idee e cioè che dovevo seguire il mio cuore.

Il tempo passa, anzi corre frenetico qui in Italia, e di cose dal giorno in cui sono tornato ne ho fatte tante. Tra le più importanti:

· Ho partecipato a Mostre collettive e personali di arte aborigena, presso 3 gallerie di Roma
· Organizzato svariati eventi in molti locali della mia città (Latina) e non solo
· Partecipato a fiere campionarie più o meno importanti, tra cui la fiera dell’artigianato di Milano. (Sponsorizzato dal consolato Australiano)
· Organizzato un festival musicale chiamato aboriginaltrip, dove il didjeridù era lo strumento principale
· Ho suonato il didjeridù in festival musicali in Italia
· Ho organizzato seminari di didjeridù dalla Sicilia al veneto
· Suono il didjeridu in locali e discoteche
· Ho fondato l’associazione culturale chiamata didjitaly
· Sto realizzando il mio primo CD musicale come solista di didjeridu’
· Realizzo didjeridu’ in differenti materiali

Più andavo avanti, pero e più mi accorgevo che la passione per lo strumento, e per la musica cresceva , trascurando invece la via dell’artigianato aborigeno.
Questo per me è stato un passaggio fondamentale, perché mi ha chiarito finalmente le idee e cioè che dovevo seguire il mio cuore.

Da quel giorno tutte le mie forze economiche e fisiche, le ho dedicate nello studio del didjeridu’ sia nel suonarlo che nella realizzazione di strumenti con nuovi materiali.

Oggi il mio lavoro principale gira intorno a questo strumento, cioè, insegno a suonarlo a Roma, Latina, Genzano, creo strumenti professionali che vendo nei mercatini e festival di tutta Italia e non solo.
Spesso e volentieri suono in locali che vanno dalla discoteca alla festa privata in ville a pub.
Posso dire di essere un artigiano musicista che ha creduto e crede in questa attività e cerco di portarla avanti con il massimo impegno e rispetto.